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giovedì 6 novembre 2008

Quel cielo e quella terra


E' inutile credere che tutto possa andare bene, è anche inutile, in certi casi, credere che possa andare bene. Purtroppo in questo mondo il "giusto e sbagliato", "fortuna e sfortuna" non esistono. Siamo noi, in quanto essere incapaci di accettare la forza della necessità, a inventarci che qualche forza superiore a noi ci spinga verso questo o quello. Siamo noi dal nostro misero piedistallo a voler fare come "i grandi" arrogandoci quel potere di scindere bene e male come quel vecchio con le acque. Lo abbiamo capito tutti che siamo tutti come il bambino che gioca con le macchinine e vuole fare l'astronauta: siamo solo uomini, mortali, animali che soffrono per dolore fisico e dell'animo. Ci chiediamo cosa sia l'uomo? Che lo vogliamo o meno sapremo dirci solo cosa egli "non è", persino definendoci riveliamo la sfumatura interminabile che ci separa dal resto di ciò che percepiamo. Inutilmente aggrappatti gli uni agli altri cerchiamo noi stessi negli altri in riflessi che mal ci ritraggono e ci differenziano per caratteri troppo semplici per noi. Se le cose vanno male lo fanno solo perchè è così, se vanno bene è perchè è così: l'unico nostro impegno può essere cercare di arginare gli eventi con quel poco che la natura e l'ingegno ci concedono, sempre con la malinconia nel cuore, quell'innata consapevolezza che prima o poi un'onda butterà giù il castello di sabbia.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

...solo un castello di sabbia?? che poca fiducia !!!